domenica 18 febbraio 2018

Il Duomo di Torino


Il Duomo di Torino, o Cattedrale di S.Giovanni Battista (Santo patrono di Torino), fu costruito nell'angolo nord-orientale della città antica, in posizione periferica ma vicino alla odierna Porta Palatina, e adiacente oggi alla zona archeologica e al Teatro Romano.

Il complesso episcopale inizialmente era formato da tre basiliche paleocristiane, contigue e comunicanti, costruite a partire dal IV secolo nell'area occupata in precedenza da due insulae romane: a nord la Chiesa del Salvatore (IV secolo, l'epoca del primo vescovo Massimo), al centro la Chiesa di S.Giovanni Battista (V/VI secolo) e a sud la Chiesa della Vergine Maria de Dompno (= "de Domini" - V/VI secolo).

La Chiesa del Salvatore era affidata ai canonici.

La Chiesa di S.Giovanni Battista fungeva inizialmente da battistero (IV secolo).
Ingrandita in epoca longobarda (VI secolo), finì per essere preferita rispetto alle altre due chiese e ospitare oltre al fonte battesimale anche la cattedra episcopale.
Nel 662 tra le colonnine che sorreggevano la copertura del fonte battesimale fu ucciso da un sicario il duca di Torino Garipardo.
La Chiesa della Vergine Maria de Dompno esplicava le funzioni parrocchiali del quartiere.
Nell'XI secolo venne costruita la sua cripta per volere del vescovo Landolfo che ristrutturò anche le tre chiese che componevano, insieme alla casa dei canonici e al cimitero, il complesso episcopale.

Nel Museo Diocesano, allestito nei sotterranei del Duomo, si trovano i resti della Chiesa di S.Giovanni Battista (l'abside del battistero e portico d'ingresso) e piccoli resti della Chiesa della Vergine Maria de Dompno (un tratto di fondazione del colonnato nord della sua navata e un piccolo resto di pavimentazione in coccio pesto).
Nel 1909 venne ritrovato il mosaico presbiterale della Chiesa di S.Salvatore.

Tra il 1491 e il 1498, per volontà del vescovo di Torino Domenico della Rovere, le tre basiliche paleocristiane furono demolite, per poter innalzare il nuovo Duomo in stile rinascimentale.
Il progetto fu affidato ad Amedeo da Settignano detto Meo del Caprina.

La facciata della chiesa in marmo bianco di Bussoleno (l'unico edificio della città a non essere costruito in quell'epoca in cotto), a due ordini divisi da lesene, presenta un timpano centrale (con stemma del vescovo della Rovere: albero di quercia, cappello cardinalizio e croce) e volute laterali: ricorda le coeve facciate della Chiesa di S. Maria del popolo (dove tra l'altro si trova il monumento funebre del vescovo Domenico della Rovere) o della Chiesa di Sant'Agostino a Roma, o della Chiesa di S.Maria Novella a Firenze.

facciata del Duomo
I tre portali scolpiti da Meo del Caprina sono decorati con grottesche, candelabre e trofei.
Nelle chiavi volta sono inoltre rappresentati Dio Padre (a sinistra), S.Giovanni Battista (al centro) e Cristo (a destra) tra angeli musicanti e serafini.

portale laterale sinistro
portale centrale
particolare del portale centrale: chiave di volta con S.Giovanni Battista
particolare della decorazione del portale con candelabre, trofei e grottesche
Nel 1468 venne innalzato per volere del vescovo Giovanni de Compey il campanile di Sant'Andrea, prima che l'antica torre campanaria del 1356 in parte crollasse (venne poi demolita definitivamente nel 1491).
parte terminale quattrocentesca e cella campanaria settecentesca del campanile di Sant'Andrea
Il campanile a tre ordini, con finestre monofore ad arco acuto nel primo ordine e decorato con formelle in cotto, fu innalzato di altri 12m nel 1720 da Filippo Juvarra.
La realizzazione del progetto settecentesco non fu mai terminata (manca la parte terminale).

Nel 1498 fu costruita la scalinata davanti al Duomo.

L'interno della cattedrale è a impianto basilicale a croce latina.
Le tre navate sono scandite da pilastri in pietra di Susa con archi a tutto sesto.

navata centrale del Duomo
L'incrocio del transetto con la navata centrale è sormontato da una cupola ottagonale.

cupola del Duomo
cupola del transetto del Duomo e cupola (con impalcature di restauro) della Cappella della Sindone
La navata centrale si sovrappone all'antica Chiesa di S.Giovanni Battista, mentre la navata sinistra occupò la navata meridionale della Chiesa del Salvatore e la navata destra coincise con la Chiesa della Vergine Maria de Dompno.

Lungo le navate laterali si trovano cappelle con altari devozionali.

Navata laterale sinistra:

navata laterale sinistra
La prima cappella è la Cappella del Battistero.
Il fonte battesimale è del 1851.

Cappella del Battistero
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La seconda cappella è la Cappella dei Santi Biagio e Onorato.
Nella tela d'altare La Comunione mistica di Sant'Onorato realizzata da Charles Dauphin, il Santo vescovo di Amiens e protettore dei panettieri è stato raffigurato nell'atto di ricevere la Comunione da Cristo.

Cappella dei santi Biagio e Onorato: La Comunione mistica di Sant'Onorato (Charles Dauphin)
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La terza cappella è la Cappella dei Santi Massimo e Antonio Abate.
La cappella custodisce i resti del Beato Pier Giorgio Frassati beatificato da Giovanni Paolo II (1990), divenuto patrono delle Giornate Mondiali della Gioventù.
Sull'altare la Madonna col Bambino, Sant'Antonio Abate e S.Massimo di Rodolfo Morgari (1860).

Cappella dei Santi Massimo e Antonio Abate: Madonna col Bambino, Sant'Antonio Abate e S.Massimo (Rodolfo Morgari)
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La quarta cappella è la Cappella della Corporazione dei maniscalchi e degli orefici.
La tela d'altare raffigura Sant'Eligio, mentre S. Barbara e S.Girolamo dipinti negli ovali laterali della cappella sono stati attribuiti a Bartolomeo Caravoglia.

Cappella della corporazione dei maniscalchi e degli orefici: Sant'Eligio
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La quinta cappella è la Cappella dei Santi Ippolito e Cassiano.
La tela di Bartolomeo Caravoglia raffigura la Madonna col Bambino in gloria con i Santi Ippolito e Cassiano.

Cappella dei Santi Ippolito e Cassiano: Madonna col Bambino in gloria con i Santi Ippolito e Cassiano (Bartolomeo Caravoglia - 1656)
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La sesta cappella è la Cappella della Resurrezione.
La tela d'altare rappresenta la Resurrezione di Cristo opera del pittore di corte Giacomo Rossignolo.

Resurrezione di Cristo (Giacomo Rossignolo - 1574)
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La settima cappella è la Cappella di S.Luca, dedicata al patrono degli artisti.
La tela di Luigi Guglielmino rappresenta S.Luca e S.Giuseppe Cottolengo.

Cappella di S.Luca: S.Luca e S.Giuseppe Cottolengo (Luigi Guglielmino)
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Nel braccio sinistro del transetto venne fatta costruire nel 1583 da Carlo Emanuele I la Tribuna Reale, collegata con la Reggia.

braccio sinistro del transetto
La tribuna, con tre ordini di palchi, fu ampliata poi dall'architetto Francesco Martinez (nipote di Filippo Juvarra) nel 1777.
Da qui la famiglia reale poteva assistere alle funzioni religiose.

Tribuna Reale e altare contenente la Sacra Sindone
Sotto alla tribuna (dove prendevano posto i paggi), è stata momentaneamente collocata la Sacra Sindone, in un'urna di vetro e alluminio.

altare della Sacra Sindone
riproduzione dell'immagine del viso impressa sul lenzuolo
La Sacra Sindone è un lenzuolo in lino tessuto "a spina di pesce", (4,42m X 1,13m), con l'immagine frontale e dorsale di un uomo flagellato e morto per crocifissione.
Si hanno documentazioni del lenzuolo dalla metà del XIV secolo: dopo essere transitata per Gerusalemme, Edessa e Costantinopoli, ne fu proprietario nel 1353 il cavaliere Geoffry I de Charny.
Marguerite, nipote del cavaliere, la vendette ai duchi di Savoia nel 1453.
Custodita nella Sainte-Chapelle di Chambéry, subì degli evidenti danni dovuti ad un incendio nel 1532.                                                                                                                  Venne portata a Torino nel 1578 da Emanuele Filiberto dopo che la città divenne la capitale del Ducato Sabaudo.. 
Dopo la morte di Umberto di Savoia (1983) la Sindone passò per volontà testamentarie alla Santa Sede.
Non vi sono ancora prove certe che questo sia stato il sudario di Cristo, ma viene conservata, adorata ed esposta in certe occasioni (ostensioni) come una delle reliquie più sacre della cristianità.  
La Cappella della Sindone che prima custodiva la preziosa reliquia, è in corso di restauro, dopo essere stata seriamente danneggiata dall'incendio del 11/12 aprile del 1997.
La cappella si può raggiungere attraverso due imponenti portali in marmo nero di Frabosa Soprana posti ai lati del presbiterio e salendo poi due scalinate che la posizionano a 6m sopra la chiesa sottostante.
 
uno dei portali che conducono alla Cappella della Sindone
La cappella circolare barocca, sormontata da una cupola conica, era collegata al Palazzo Reale.
E' opera del frate teatino Guerino Guerini che venne chiamato a progettarla nel 1667.
Per realizzarla venne demolita l'abside rinascimentale e venne terminata nel 1690.
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Dietro il settecentesco altare maggiore in marmo nero vi è la riproduzione a trompe-l'oeil della Cappella della Sindone.
Nel presbiterio sono stati invece posti l'altare, l'ambone e la cattedra episcopale, realizzati in bronzo nel 2004 da Mario Rudelli.

altare maggiore e presbiterio con altare, ambone e cattedra episcopale in bronzo (Mario Rudelli)
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Nel braccio destro del transetto si trovano l'organo e l'Altare del Crocifisso.

braccio destro del transetto: Cappella del Crocifisso e cantoria con organo
La cappella cinquecentesca, realizzata per lascito testamentario dal cardinale Domenico della Rovere, fu decorata in stile barocco nel 1787.

Cappella del Crocifisso
particolare della decorazione della Cappella del Crocifisso
Sovrasta la cappella la cantoria dorata e scolpita (1714), con organo realizzato nel 1874.

cantoria e organo
L'altare settecentesco della cappella fu realizzato dai fratelli Ignazio e Filippo Collino (1787).

altare della Cappella del Crocifisso (fratelli Ignazio e Filippo Collino)

Il Crocifisso ligneo è opera di Francesco Borello.

altare e Crocifisso ligneo (Francesco Borello)
Crocifisso ligneo (Francesco Borello)
Le statue in marmo di S.Teresa e di S.Cristina furono realizzate agli inizi del Settecento da Pierre Legros per la facciata della Chiesa di S.Cristina, e trasportate poi nel Duomo durante il periodo napoleonico quando quella chiesa di Piazza S.Carlo fu trasformata nella sede della Borsa.

S.Cristina (Pierre Legros)
S.Teresa (Pierre Legros)
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Navata laterale destra:

navata laterale destra
La sesta cappella è la Cappella di S.Giovanni Battista, patrono della città.
La tela di Rodolfo Morgari che sovrasta l'altare rappresenta S.Giovanni Battista (1862).
Giovanni Andrea Casella da Lugano ha realizzato nel XVII secolo gli stucchi e gli affreschi alle pareti della cappella, che raffigurano i Santi Cosma e Damiano incoronati dalla Trinità (ai quali la cappella era prima dedicata).

Cappella di S.Giovanni Battista: S.Giovanni Battista (Rodolfo Morgari - 1862)/ Santi Cosma e Damiano incoronati dalla Trinità (Giovanni Andrea Casella da Lugano - XVII secolo)
Il Duomo di Torino custodiva una reliquia di S.Giovanni Battista, proveniente dalla Cattedrale di S.Giovanni Battista di St.Jean du Maurienne in Francia, il più antico feudo di quelli che diverranno i duchi di Savoia. 
Si conservano ancora in questa chiesa francese le tre dita di S.Giovanni Battista con le quali benedisse Cristo durante il Battesimo, portate qui nel VI secolo da Santa Tecla di ritorno da un viaggio ad Alessandria d'Egitto.
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La quinta cappella è la Cappella di S.Secondo martire.
Nel 1630 Torino fu flagellata dalla peste e per voto si decise di dedicare nel Duomo una cappella a S.Secondo martire della legione tebea, all'epoca patrono della città.
Vennero qui poste anche le sue reliquie che già si trovavano nel Duomo vecchio.
Stucchi e dipinti furono realizzati da Giovanni Andrea Casella da Lugano.
Un artista del XVII secolo ha dipinto la pala d'altare con S.Secondo martire.

Cappella di S.Secondo martire: S.Secondo martire (artista del XVII secolo)
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La quarta cappella è la Cappella della Natività.
Giovanni Comandù dipinse la tela d'altare che raffigura la Natività di Gesù (1795).
Ai lati dell'altare sono stati posti i mausolei seicenteschi di due arcivescovi: Bergera e Beggiano.

Cappella della Natività: Natività di Gesù (Giovanni Comandù - 1795)/ mausolei di due arcivescovi
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La terza cappella è la Cappella di S.Michele Arcangelo.
Giovanni Bartolomeo Caravoglia dipinse la pala raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Giovanni Battista, Michele Arcangelo, Filippo Neri e Francesco di Sales (1655)
Nelle tele laterali all'altare sono stati dipinti il beato Amedeo IX di Savoia e S.Carlo Borromeo.

Cappella di S.Michele Arcangelo: Madonna col Bambino e i Santi Giovanni Battista, Michele Arcangelo, Filippo Neri e Francesco di Sales (Giovanni Bartolomeo Caravoglia - 1655)
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La seconda cappella è la Cappella dei Santi Crispino e Crispiniano, protettori insieme a S.Orso dei calzolai.

Cappella dei Santi Crispino e Crispiniano
Il Polittico dei Santi Crispino e Crispiniano, detto anche Polittico della Compagnia dei calzolai, fu dipinto da Giovanni Martino Spanzotti, con la collaborazione di Defendente Ferrari (XVII secolo).

parte centrale del Polittico dei Santi Crispino e Crispiniano (Martino Spanzotti e Defendente Ferrari - XVII secolo)
Il centro del polittico è occupato dall'immagine della Vergine che allatta il Bambino, affiancata dai Santi Orso e Tebaldo, sormontati dalle figure a mezzo busto dei Santi titolari.
Il polittico è stato smembrato in 18 pannelli racchiusi con cornice in stucco, nei quali sono rappresentate scene della vita e il martirio dei Santi Crispino e Crispiniano ai quali la cappella è dedicata, martirizzati nel III secolo in Belgio, dove esercitavano la professione di calzolai oltre ad essere missionari.
Otto di questi pannelli sono dipinte da ambo i lati perché facenti parte delle ante apribili del polittico.

pannelli del Polittico dei Santi Crispino e Crispiniano (Martino Spanzotti e Defendente Ferrari - XVII secolo)
pannelli del Polittico dei Santi Crispino e Crispiniano (Martino Spanzotti e Defendente Ferrari - XVII secolo)
pannelli del Polittico dei Santi Crispino e Crispiniano (Martino Spanzotti e Defendente Ferrari - XVII secolo)
pannelli del Polittico dei Santi Crispino e Crispiniano (Martino Spanzotti e Defendente Ferrari - XVII secolo)
pannelli del Polittico dei Santi Crispino e Crispiniano (Martino Spanzotti e Defendente Ferrari - XVII secolo)
pannelli del Polittico dei Santi Crispino e Crispiniano (Martino Spanzotti e Defendente Ferrari - XVII secolo)
pannelli del Polittico dei Santi Crispino e Crispiniano (Martino Spanzotti e Defendente Ferrari - XVII secolo)
Nei registri superiori vi sono dipinte scene della vita della Vergine, mentre nei registri inferiori scene della vita di Cristo.

pannelli del polittico con scene della Vita di Cristo
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La prima cappella è la Cappella della Madonna Grande o Cappella  della Beata Vergine della Neve o Cappella della Beata Vergine parrocchiale, ricordando che la quattrocentesca statua in terracotta dorata che qui si trova in un altare intagliato e dorato era già conservata nella basilica paleocristiana dedicata alla Vergine de Dompno.
Di Giovanni Tamone sono le statue di S.Gioacchino e di Sant'Anna (1863).

Cappella della Madonna Grande
Madonna Grande (1460/1470)
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Anche la controfacciata presenta alcune opere pregevoli.

controfacciata
Sul portale centrale si trova la riproduzione realizzata da Luigi Gagna dell'Ultima Cena di Leonardo da Vinci conservata a Milano nella Chiesa di S.Maria delle Grazie.

copia dell'Ultima Cena (Luigi Gagna - 1827)
La pesantissima tavola del 1827 (900kg) fu voluta da re Carlo Felice per collocarla in un salone del Palazzo Reale dove il Giovedì Santo il re lavava i piedi a dodici poveri.
Fu poi donata al Duomo da Carlo Alberto nel 1835.
Sulla sinistra della controfacciata si trova il mausoleo della contessa Giovanna d'Orlier de la Balme (XVI secolo), che aveva sposato Antonio di Saint Innocent conte d'Orlier, de la Salle e Belforte, governatore di Nizza, castellano di Chambéry e Rivoli.
Era una parente del vescovo di Torino Giovanni di Compeys e fu dama della duchessa Iolanda di Savoia.
La contessa volle essere sepolta nel Duomo.
Nella parte bassa del mausoleo sono state scolpite cinque dame di compagnia raffigurate in vestiti d'epoca.

mausoleo della contessa Giovanna d'Orlier de la Balme (XVI secolo)
particolare del mausoleo della contessa Giovanna d'Orlier de la Balme (XVI secolo)
Sulla parete a destra del portale centrale vi è il sarcofago della famiglia Romagnano (XV secolo) con lastra tombale del conte Antonio (cancelliere dei Savoia) e del figlio Amedeo (vescovo di Mondovì), e un Arcangelo Michele scolpito proveniente dall'antecedente Chiesa di S.Giovanni Battista (1480).

sarcofago della famiglia Romagnano (XV secolo)/ Arcangelo Michele
Trova posto vicino alla Cappella del Battistero una Gloria di Maria con angeli, arcangeli e angelo custode realizzata da Antonio Parentani (1604)

Gloria di Maria con angeli, arcangeli e angelo custode (Antonio Parentani - 1604)

http://www.duomoditorino.it
Orario: lunedì/venerdì                     7.00/12.30  15.00/19.00
             sabato, domenica e festivi  8.00/12.30  15.00/19.00


CONCLUSIONI
Il Duomo di Torino è visitato da pellegrini che credono nell'autenticità della preziosa reliquia della Sindone qui custodita, da studiosi che cercano una prova scientifica che la giustifichi e da scettici che la mettono in dubbio.
In ogni caso è un luogo di antica spiritualità e custode di preziose opere d'arte per le quali è importante recarvisi.